
L’introduzione della figura del social media e digital manager nella Pubblica Amministrazione rappresenta una delle misure più innovative del recente percorso di modernizzazione istituzionale. Questa scelta si inserisce in una strategia più ampia che punta alla transizione digitale e alla valorizzazione delle competenze professionali nel settore pubblico, ed è sostenuta con forza sia dal legislatore, sia dal Ministro per la Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo. C’è attenzione, e se ne parla.
Perché nasce la figura del social media manager nella PA
Con il Decreto PA, il legislatore ha riconosciuto la necessità di introdurre all’interno delle amministrazioni un profilo professionale dedicato alla gestione dei canali digitali e dei social media, con il compito di elaborare strategie comunicative moderne, efficaci e inclusive per dialogare con cittadini e imprese. Questa innovazione non risponde solo a una logica di aggiornamento tecnologico, ma vuole essere uno strumento per rafforzare la relazione di fiducia tra istituzione e cittadino, facilitando la conoscenza dei servizi pubblici e garantendo un’informazione pubblica più accessibile e tempestiva.
La risposta del Ministro Zangrillo
Il Ministro Zangrillo, durante il Question time alla Camera dei deputati del 1 ottobre 2025 (n. 3-02206) ha sottolineato che la norma nasce per “rafforzare la capacità comunicativa delle amministrazioni attraverso strategie moderne, inclusive, orientate al dialogo diretto con cittadini e imprese”. Si tratta di una misura che sviluppa nuove competenze, crea ruoli innovativi e rende la PA un ambiente più dinamico e competitivo per attrarre nuovi talenti, soprattutto tra le giovani generazioni. Inoltre, il Ministro ha evidenziato come la presenza di specialisti digitali sia una risposta concreta alle sfide attuali della transizione digitale, e costituisca una leva per la valorizzazione del capitale umano nel settore pubblico. Nel percorso dei rinnovi contrattuali, è stato emanato l’atto di indirizzo quadro della tornata 2025-2027 che individua nella digitalizzazione, nell’innovazione organizzativa e nella valorizzazione del capitale umano i suoi obiettivi strategici. Tra le direttrici di azione contemplate nel documento citato figura appunto il riconoscimento del profilo del social media e digital manager, concepito come leva di modernizzazione e attrattività del pubblico impiego.
Contrattazione, innovazione e capitale umano
L’introduzione del social media manager tra i profili riconosciuti nei rinnovi contrattuali 2025-2027 rappresenta una svolta: la digitalizzazione e dell’innovazione organizzativa diventano così obiettivi strategici della PA, e si rafforza la reputazione dell’ente pubblico anche sul piano della trasparenza e della partecipazione dei cittadini. Il Governo intende quindi dotare le amministrazioni degli strumenti necessari per affrontare il cambiamento sfruttando appieno le potenzialità della contrattazione collettiva.
Una PA più vicina a cittadini e imprese
Il social media manager non è soltanto una figura tecnica, ma un promotore del dialogo istituzionale, della conoscenza dei servizi e della costruzione di coesione sociale tramite la comunicazione digitale. La presenza di questo profilo contribuirà a rendere la Pubblica Amministrazione più trasparente, moderna e attrattiva per le nuove professionalità, rappresentando una best practice in linea con le grandi democrazie avanzate.