L’intelligenza artificiale è entrata nei processi della pubblica amministrazione italiana prima che il dibattito pubblico riuscisse a inquadrarla con precisione. Strumenti algoritmici supportano oggi decisioni amministrative, analizzano dati di performance, ottimizzano flussi documentali e ridefiniscono le modalità di comunicazione tra istituzioni e cittadini. Nel frattempo, il quadro normativo si è fatto più articolato: l’AI Act (Reg. UE 2024/1689) ha fissato obblighi e divieti per i sistemi ad alto rischio, la legge 132/2025 ha avviato il recepimento nazionale, le linee guida AgID hanno cominciato a tradurre quei principi in indirizzi operativi per le amministrazioni pubbliche.
È in questo contesto che ho scritto La PA nell’era dell’intelligenza artificiale. Comunicare, valutare, governare nella pubblica amministrazione che cambia, pubblicato su Amazon e disponibile in versione cartacea e digitale.
La comunicazione pubblica rappresenta per la PA una funzione complessa sia sotto il profilo dei contenuti che dal punto di vista organizzativo, diventando sempre più una leva strategica dell’azione amministrativa per l’esercizio della trasparenza e il miglioramento dei servizi erogati ai cittadini.
La comunicazione pubblica comprende tre macro ambiti: la comunicazione istituzionale, sociale e
politica. Vediamo qui le differenze.
Oggi tutto è comunicazione. Nel nostro quotidiano non solo le persone vi sono immerse, ma anche le aziende, le associazioni, le istituzioni ad ogni livello. Vediamo quindi l’importanza, anche per gli Enti pubblici, di fare scelte comunicative adeguate e coerenti per proporre un’immagine riconoscibile della propria identità e valori.