
Il 17 luglio 2025 ho partecipato alla conferenza stampa a Palazzo Montorio, sede dell’Ambasciata di Spagna a Roma, per l’anticipazione della mostra Dalí. Rivoluzione e Tradizione, in programma dal 17 ottobre 2025 al 1° febbraio 2026 al Museo del Corso – Palazzo Cipolla. Organizzata da Fondazione Roma con Fundació Gala-Salvador Dalí, MondoMostre e il patrocinio dell’Ambasciata, l’evento ha visto interventi di Miguel Ángel Fernández-Palacios, Ambasciatore di Spagna; Franco Parasassi, Presidente Fondazione Roma; Félix Roca Batllori, Direttore Generale Fundació; e Lucia Moni, curatrice.
La retrospettiva presenta oltre 60 opere – dipinti, disegni, foto e audiovisivi – dalla Fundació e musei come Reina Sofía, Thyssen-Bornemisza, Museu Picasso e Uffizi. Direzione scientifica di Montse Aguer, curatela di Carme Ruiz González e Lucia Moni, il percorso si articola in quattro sezioni dedicate ai maestri che influenzarono Dalí: Vermeer, Velázquez, Raffaello e Picasso, con focus sul trattato 50 segreti magici per dipingere (1948).
Un approfondimento celebra il rapporto di Dalí con il cinema, in occasione del ventennale della Festa del Cinema di Roma: collaborazioni con Luis Buñuel, Walt Disney e Alfred Hitchcock evidenziano il suo genio trasversale. Il Museo del Corso, polo inclusivo di Fondazione Roma con Palazzo Cipolla e Palazzo Sciarra, ha già accolto oltre 220.000 visitatori dal Giubileo 2025, con attività per Caritas Roma, Comunità di Sant’Egidio e scuole.
La mostra ritrae Dalí come ponte tra classico e innovazione, fondendo tecnica rinascimentale, surrealismo e provocazione, fedele al suo desiderio di “diventare un classico”. Un’occasione unica per riscoprire l’artista in un dialogo tra tradizione europea e rivoluzione estetica.
