
Il Tricolore italiano celebra oggi 229 anni dalla sua nascita ufficiale, avvenuta il 7 gennaio 1797 a Reggio Emilia, rendendo questa Giornata del Tricolore l’occasione perfetta per riscoprirne la storia autentica e il profondo significato. Nato come simbolo di libertà in un’Italia frammentata, questo emblema ha accompagnato il cammino verso l’unità nazionale fino alla Repubblica, sancito dall’articolo 12 della Costituzione.
Le origini
La storia del nostro Tricolore affonda le radici nella Rivoluzione Francese: la bandiera transalpina del 1790, con i suoi colori blu, bianco e rosso, nacque combinando i colori della milizia parigina con il bianco borbonico, diventando simbolo universale di libertà esportato in Europa dalle armate napoleoniche. Nel 1796, quando Napoleone invase l’Italia settentrionale, le milizie locali accolsero con entusiasmo questo modello, adattandolo alle tradizioni territoriali. La Legione Lombarda, ad esempio, adottò una coccarda bianco-rosso-verde: il bianco e il rosso richiamavano lo storico stemma milanese con la croce rossa su campo bianco, mentre il verde proveniva dalle uniformi della Guardia Civica milanese, in uso fin dal 1782. Questi colori, già familiari in Emilia e Romagna attraverso la Legione Italiana, divennero presto il segno distintivo di un’aspirazione comune.
La nascita ufficiale nella Repubblica Cispadana
Fu proprio a Reggio Emilia, nella Sala del Tricolore del Palazzo comunale, che il 7 gennaio 1797 il Parlamento della Repubblica Cispadana – uno Stato nato sulle terre di Emilia-Romagna e Toscana – rese ufficiale il vessillo. Su proposta del deputato Giuseppe Compagnoni da Lugo, si decretò:
Si renda universale lo Stendardo o Bandiera Cispadana di Tre Colori Verde, Bianco, e Rosso, e che questi tre Colori si usino anche nella Coccarda Cispadana, la quale debba portarsi da tutti.
All’epoca le bande erano orizzontali, con al centro lo stemma repubblicano: un turcasso contenente quattro frecce, circondato da alloro e ornato da un trofeo di armi. Non era ancora la bandiera di un’Italia unita, ma il primo emblema di uno Stato italiano sovrano, foriero degli ideali di indipendenza.
Il significato dei colori: speranza, fede e amore
Sebbene i colori non avessero un significato codificato fin dall’origine, presto assunsero un valore simbolico profondo, spesso legato alle virtù teologali cristiane: il verde per la speranza nel futuro dell’Italia, il bianco per la fede e la purezza, il rosso per l’amore e il sangue versato per la libertà. Queste interpretazioni, radicate nel patriottismo risorgimentale, evocano anche la natura italiana – prati verdi, nevi alpine, sangue dei martiri – e trasformarono il Tricolore da segno militare a emblema del popolo sovrano.
Dal Regno Italico al Risorgimento
Durante l’epoca napoleonica, repubbliche giacobine come la Ligure, la Romana e la Partenopea sfoggiarono varianti tricolori, confluendo poi nel Regno Italico (1805-1814), che diffuse l’idea di una nazione oltre le dinastie. La Restaurazione post 1815 represse il vessillo, ma esso riaffiorò nei moti del 1831, nelle imprese mazziniane e dei fratelli Bandiera, diventando il simbolo della riscossa. Nel 1847 Goffredo Mameli lo celebrò nell’Inno di Mameli:
Raccolgaci un’unica bandiera, una speme.
L’anno dopo, Carlo Alberto di Savoia lo adottò ufficialmente per il Regno di Sardegna – con bande verticali e lo scudo sabaudo su bordatura azzurra – inaugurando la Prima Guerra d’Indipendenza. Nel 1861, con la proclamazione del Regno d’Italia, il Tricolore divenne bandiera nazionale per consuetudine, regolata nel 1925 con modelli distinti per Stato e uso comune.
La Repubblica e le regole ufficiali
La svolta repubblicana arrivò con il referendum del 2 giugno 1946: un decreto del 19 giugno eliminò lo stemma sabaudo, e il 24 marzo 1947 l’Assemblea Costituente approvò tra ovazioni l’articolo 12:
La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni.
Per gli amanti dei dati tecnici
Proporzioni: sono fissate in 2:3 (altezza:larghezza), come previsto dalla legge 5 febbraio 1998 n. 22 (Disposizioni generali sull’uso della bandiera della Repubblica italiana e di quella dell’Unione europea) e dal DPR 7 aprile 2000 n. 121 (Uso delle bandiere della Repubblica italiana e dell’Unione europea da parte delle amministrazioni dello Stato e degli enti pubblici).
Colori: previsti dal DPCM del 14 aprile 2006.
Verde: Pantone tessile 17-6153 TCX (Fern Green-verde felce);
Bianco: Pantone tessile 11-0601 TCX (Bright White-bianco brillante);
Rosso: Pantone tessile 18-1662 TCX (Scarlet Red-rosso scarlatto).
Il verde va posizionato vicino all’asta, come da prassi cerimoniale stabilita dalle norme sulla disposizione delle bande verticali.