La bozza del nuovo ccnl per il pubblico impiego 2025-2027 vede una novità assoluta: il dibattito sulle regole per l’uso dell’intelligenza artificiale nei contratti dei 3,6 milioni di statali, compresi i processi di valutazione della performance e organizzazione del lavoro.
L’intelligenza artificiale sta trasformando profondamente le dinamiche sociali, economiche e politiche a livello globale. Non si tratta soltanto di una rivoluzione tecnologica: l’IA rappresenta un nuovo fattore geopolitico in grado di ridefinire equilibri di potere, strategie diplomatiche e meccanismi di cooperazione tra Stati. Il suo impatto sulle relazioni internazionali è già evidente e si articola in molteplici dimensioni: dalla sicurezza alla diplomazia, dal commercio alla governance globale.
L’intelligenza artificiale non è più solo materia da laboratori di ricerca o motore dell’innovazione aziendale: oggi, fa il suo ingresso anche nelle istituzioni democratiche italiane. Un passo che segna non solo un’evoluzione tecnologica, ma anche un cambio di paradigma nel rapporto tra cittadini e Parlamento.
Nel febbraio 2024, la Camera dei Deputati ha lanciato un’iniziativa pionieristica: una manifestazione d’interesse per sperimentare l’uso dell’Intelligenza Artificiale generativa all’interno delle proprie strutture.
L’Assemblea della Camera dei Deputati è riunita questa settimana per l’esame del disegno di legge AC2316 “Disposizioni e deleghe al Governo in materia di intelligenza artificiale”. Il provvedimento, già approvato dal Senato il 20 marzo 2025, rappresenta un passo significativo verso la regolamentazione dell’intelligenza artificiale (IA) in Italia, in linea con le più recenti iniziative legislative a livello europeo.
Il testo mira a definire un quadro normativo nazionale coerente con le direttive europee e capace di garantire un uso responsabile e sicuro dell’IA, tutelando al contempo i diritti fondamentali dei cittadini.