
L’intelligenza artificiale è entrata nei processi della pubblica amministrazione italiana prima che il dibattito pubblico riuscisse a inquadrarla con precisione. Strumenti algoritmici supportano oggi decisioni amministrative, analizzano dati di performance, ottimizzano flussi documentali e ridefiniscono le modalità di comunicazione tra istituzioni e cittadini. Nel frattempo, il quadro normativo si è fatto più articolato: l’AI Act (Reg. UE 2024/1689) ha fissato obblighi e divieti per i sistemi ad alto rischio, la legge 132/2025 ha avviato il recepimento nazionale, le linee guida AgID hanno cominciato a tradurre quei principi in indirizzi operativi per le amministrazioni pubbliche.
È in questo contesto che ho scritto La PA nell’era dell’intelligenza artificiale. Comunicare, valutare, governare nella pubblica amministrazione che cambia, pubblicato su Amazon e disponibile in versione cartacea e digitale.
Struttura e contenuti
Il volume è organizzato in tre parti, ciascuna dedicata a una delle funzioni su cui l’intelligenza artificiale produce i cambiamenti più rilevanti per chi lavora nelle istituzioni pubbliche.
La prima parte affronta il tema della comunicazione istituzionale: come si è evoluta dalla legge quadro 150/2000 fino alle trasformazioni prodotte dall’era digitale e dall’intelligenza artificiale. Il percorso normativo, dal CAD (d.lgs. 82/2005) al decreto trasparenza (d.lgs. 33/2013), dal D.P.R. 81/2023 sul codice di comportamento dei dipendenti pubblici sui social media fino alla legge 69/2025 che ha istituito la figura del social media e digital manager nella PA, viene letto alla luce degli strumenti già disponibili per gli uffici stampa e i comunicatori istituzionali: AI generativa, sentiment analysis, chatbot, sistemi di monitoraggio automatico dei media. Il tutto nel quadro delle linee guida AgID e degli obblighi di trasparenza posti dall’AI Act.
La seconda parte è dedicata alla valutazione della performance: come i sistemi di intelligenza artificiale possono supportare, senza sostituire, il giudizio dei dirigenti nella misurazione e nella valutazione del lavoro dei dipendenti pubblici. Il principio della supervisione umana obbligatoria, sancito dall’AI Act e declinato dalla contrattazione collettiva, è trattato non come adempimento formale ma come responsabilità sostanziale, con implicazioni dirette sui diritti dei lavoratori e sul ruolo dei dirigenti.
La terza parte entra nel cuore della governance algoritmica: cosa significa per un’amministrazione pubblica adottare sistemi di intelligenza artificiale in modo legittimo, trasparente e proporzionato. Quali obblighi derivano dall’AI Act. Come si tutela il cittadino di fronte alla decisione algoritmica. Dove si colloca il confine tra automazione e responsabilità umana, anche alla luce delle più recenti pronunce del Consiglio di Stato in materia di decisione algoritmica nella PA.
Il contesto in cui nasce
Il libro nasce dall’esperienza diretta maturata in contesti istituzionali diversi: presso Istituzioni dove mi occupo di comunicazione istituzionale e dove il tema del rapporto tra intelligenza artificiale e gestione del personale pubblico è diventato parte del dibattito negoziale; presso la Camera dei deputati, dove seguo i lavori di una Commissione permanente e osservo come il legislatore stia cercando di tenere il passo con una trasformazione tecnologica che avanza più rapidamente degli strumenti normativi disponibili; al Ministero della Salute, dove l’intelligenza artificiale viene messa al servizio di importanti progetti nazionali sulle politiche di prevenzione e promozione della salute pubblica.
Scrivere di PA senza conoscerne i meccanismi reali produce analisi teoricamente corrette ma praticamente inutili. Ho cercato di evitare questo rischio, ancorando ogni capitolo a riferimenti normativi verificati, a dati ufficiali con fonte esplicita, e a una lettura del cambiamento in atto che fosse al tempo stesso precisa e accessibile a un pubblico non specialistico.
La prefazione di Antonio Naddeo, Presidente Aran
Il volume si apre con la prefazione di Antonio Naddeo, Presidente dell’ARAN. Naddeo inquadra il libro nel contesto della trasformazione in atto nella PA italiana, descrivendo l’amministrazione pubblica come un organismo capace di evolvere, e individua nei tre verbi del titolo (comunicare, valutare, governare) le coordinate essenziali per orientarsi in questo cambiamento. La sua prospettiva, maturata al tavolo della contrattazione collettiva del pubblico impiego, aggiunge al volume una dimensione operativa.
A chi è rivolto
Il libro si rivolge a funzionari e dirigenti pubblici, a comunicatori istituzionali, a collaboratori parlamentari, a chi si occupa di innovazione digitale nelle amministrazioni centrali, regionali e locali. È utile anche a studenti e ricercatori nell’ambito del diritto pubblico, delle scienze politiche e della comunicazione istituzionale. Non richiede una formazione tecnica in materia di intelligenza artificiale: richiede l’interesse a capire come questa tecnologia stia ridisegnando le funzioni fondamentali della pubblica amministrazione e quali strumenti normativi e operativi esistano già per governarla.
La PA nell’era dell’intelligenza artificiale. Comunicare, valutare, governare nella pubblica amministrazione che cambia è disponibile su Amazon al seguente link:


