
Roma, 30 giugno 2026. La Sala Stampa della Camera dei deputati ha ospitato martedì 30 giugno 2026, alle ore 19, la presentazione del volume La PA nell’era dell’intelligenza artificiale. Comunicare, valutare, governare nella pubblica amministrazione che cambia, pubblicato da Lorenza Carra nel maggio 2026. Un’occasione che ha riunito dirigenti pubblici, funzionari, collaboratori parlamentari, accademici e giornalisti per approfondire queste tematiche.
L’evento è stato aperto dai saluti istituzionali dell’On. Ugo Cappellacci, Presidente della XII Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati. Il dialogo è stato moderato da Pablo Rojas, giornalista Rai, e ha visto la partecipazione dell’autrice, di Antonio Naddeo, Presidente dell’ARAN e autore della prefazione del volume, e del professor Luigi Di Gregorio, professore associato di Scienza Politica all’Università degli Studi della Tuscia.
L’apertura istituzionale
L’On. Cappellacci ha inquadrato il tema in una prospettiva che va oltre la dimensione editoriale, richiamando i tre assi del volume – comunicare, valutare, governare – come elementi che rispecchiano l’architettura stessa del lavoro quotidiano nella pubblica amministrazione. Ha poi sottolineato le prospettive dell’intelligenza artificiale applicata alla sanità: dalla diagnosi precoce supportata da sistemi predittivi, alla medicina personalizzata, fino all’alleggerimento del carico amministrativo del personale sanitario. Una visione aperta all’innovazione, accompagnata dalla consapevolezza che il compito del legislatore è costruire le condizioni perché quel potenziale si traduca in benefici reali per i cittadini.
La genesi del libro e la parola chiave: consapevolezza
Il primo intervento è stato quello dell’autrice. Lorenza Carra ha scelto di raccontare da dove viene il libro e cosa ha capito scrivendolo.
La genesi è professionale prima che editoriale. Tre ruoli istituzionali diversi: ARAN, Camera dei Deputati, Ministero della Salute, tre tavoli su cui sono arrivate le stesse domande sull’intelligenza artificiale con linguaggi e urgenze diverse, ma tutte accomunate dalla consapevolezza di trovarsi di fronte a un cambiamento inevitabile. Da quel punto di osservazione interno e trasversale è nata l’esigenza di una mappa: non un saggio accademico, non un manuale tecnico, ma uno strumento scritto dall’interno per chi vive concretamente l’arrivo di strumenti nuovi in contesti pubblici ancora in attesa di regole chiare.
La parola chiave scelta come filo conduttore è consapevolezza: non fiducia cieca nella tecnologia, non paura di essa, ma la capacità di fare le domande giuste prima di adottare uno strumento. Nella pubblica amministrazione questa consapevolezza non è opzionale: è un requisito del ruolo. Tre le leve concrete indicate: formazione, uso consapevole degli strumenti già esistenti (contrattazione collettiva, OIV, PIAO) e trasparenza verso i cittadini come forma concreta di responsabilità democratica. Un filo che torna, inevitabilmente, al primo dei tre verbi del libro: comunicare.
La voce dell’ARAN: le norme ci sono, serve la cultura
Antonio Naddeo ha portato la prospettiva di chi guida l’agenzia che rappresenta le pubbliche amministrazioni nella contrattazione collettiva. La PA, ha ricordato, è un organismo vivo, capace di trasformarsi, che ha bisogno però di essere guidato con consapevolezza. Il quadro normativo è solido – AI Act, legge 132 del 2025, contratti collettivi 2025-2027 – ma le norme da sole non camminano: richiedono cultura organizzativa, formazione diffusa e una leadership pubblica capace di tradurle in prassi effettive.
Lo sguardo del politologo: AI e democrazia
Luigi Di Gregorio ha allargato il campo sul piano politico e democratico. L’intelligenza artificiale, ha argomentato, non è solo uno strumento di efficienza: è un agente che ridisegna il rapporto tra istituzioni e cittadini. La trasparenza algoritmica non è un adempimento tecnico ma una condizione per la fiducia democratica. Una PA che sa spiegare come funzionano i propri sistemi, che forma i propri funzionari a governare, e non solo a usare la tecnologia, è già un’istituzione che guida l’innovazione invece di subirla.
Una mappa per chi lavora all’interno
La presentazione alla Camera dei deputati ha restituito bene la vocazione del libro: uno strumento per il presente di chi, nelle istituzioni pubbliche italiane, ha già cominciato a fare i conti con essa.
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